| L'Area Marina
Protetta di Capo Carbonara.
La storia dell'area marina nell'antichità
Il mare davanti a Villasimius, in passato è stato spesso
un passaggio obbligato nei collegamenti alle città commerciali
del Mediterraneo per molti popoli, i Fenici e i Romani poi, in
quanto offriva, un sicuro riparo dai venti dominanti, il maestrale
e lo scirocco, alle navi che praticavano i loro commerci. In seguito
dovette più volte subire le scorrerie dei pirati Arabi
e Barbareschi, provenienti dal nord Africa. E' in questo periodo
che sorge il sistema difensivo di torri costiere, che Filippo
II re di Spagna fece realizzare, allo scopo di avvistare il nemico
e difendere i villaggi dagli invasori.
Furono erette sui promontori e sulle isole che rappresentavano
punti strategici in una posizione tale da garantire la comunicazione
visiva con quella precedente e quella successiva.
Le torri spagnole sparse lungo tutta la costa, sono ancora ben
visibili nel territorio, quelle delle isole dei Cavoli e di Serpentara
che erano le più importanti, quelle di Capo Boi, Fortezza
Vecchia, Porto Giunco, Guardia di Columbaria e di Cala Pira a
confine col Comune di Castiadas.
Il Mondo Sommerso dell'Area Marina
La vera anima dell'Area Marina Protetta è rappresentata
dal mondo sommerso pulsante di vita e che conserva come uno scrigno
le testimonianze della lunga frequentazione umana nelle sue acque,
come alcune navi naufragate nei mari di Villasimius dal periodo
Romano ai nostri giorni, i cui reperti potranno essere visitati
grazie ai sentieri blu progettati dall'Area Marina. Uno dei più
forti pericoli che incontravano i naviganti procedendo parallelamente
alla costa, era sicuramente rappresentato dalla Secca dei Berni,
infatti l'abbondante materiale
ceramico rinvenuto nella secca testimonia come numerose navi siano
naufragate su quegli scogli. Tra queste ricordiamo una nave oneraria
affondata nel III secolo d.C. con un carico di ceramiche laziali,
anfore greche e italiche, un relitto romano del I secolo d.C.
che trasportava materiali per l'edilizia i cui reperti sono esposti
presso il Museo Comunale di Villasimius assieme ai reperti di
un relitto affondato nelle acque dell'Isola dei Cavoli mentre
dalla Spagna si dirigeva verso la Sicilia. La nave trasportava
un carico di materiale decorativo (azulejos, losetas, ecc.) di
diverse dimensioni destinato si pensa a decorare il palazzo di
una nobile famiglia siciliana (Beccatelli) il cui simbolo viene
rappresentato negli azulejos. Oltre a queste testimonianze del
passato, l'Area Marina Protetta di Villasimius possiede un paesaggio
sommerso ricco di praterie di posidonia oceanica che qui si sviluppa
fino ed oltre i 40 metri di profondità, il cui habitat
è impreziosito dalla presenza di tantissime specie di fauna
e flora marina, ricordiamo la pinna nobilis, il più grande
mollusco bivalve del Mediterraneo, i pesci come il s arago,
l'orata, la spigola, la cernia che un progetto dell'Area Marina
sta ripopolando in varie zone, di cui la più importante
è quella intorno alla Secca di Piscadeddus, e l'aragosta
rossa che verrà ripopolata nella zona ovest dell'isola
di Serpentara.
Una grande attrattiva turistica l'Area Marina Protetta, ma con
una certezza, che la sua splendida costa ed il suo fantastico
mare, verranno conservati intatti, affinché tutti, nel
futuro ne possano godere.
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