| La storia.
Villasimius nell'antichitą.
Grazie alla sua posizione geografica, il territorio di Villasimius,
fu abitato fin dal periodo prenuragico, e rappresentò in
seguito un punto strategico per tanti popoli, lo dimostra il fatto
che per tantissimi secoli il territorio fu conteso prima dai Cartaginesi,
dai Fenici e Romani poi.
Al periodo prenuragico (III millennio a. C) risalgono la domus
de janas della spiaggia del Riso, grotta artificiale ipogeica,
scavata nella roccia, utilizzata come sepoltura collettiva e che
faceva parte di un insieme di strutture simili, di cui si trovano
tracce anche nel vicino Comune di Castiadas. Nel Periodo Nuragico
(1500-240 a.C) la presenza dell' uomo era stabilita nell'entroterra,
mentre sulle colline retrostanti il mare, i nuraghi sorgevano
in modo da formare una linea difensiva e di controllo, dal nemico
che poteva arrivare dal mare, ne sono esempi i resti di alcuni
nuraghi, in località Cruccuris (Nuraghe Giadroni), Sa Conca
Arrubia (Cixillianu), Bruncu Campulongu, S' Argalla e S' Accu
e sa Pira. Con un diametro fino a dieci metri, venivano realizzati
utilizzando dei grossi blocchi di granito.
Ad est dell'attuale centro abitato vi è la testimonianza
di due villaggi nuragici, Accu 'e Gattus e Manunza, i cui nuraghi,
formati da più torri e circondati da capanne, avevano lo
scopo di controllare il collegamento tra l'entroterra e la costa.
Nell' VII° secolo a.C. la costa meridionale della Sardegna,
compresa sulle rotte commerciali del Mediterraneo vide l'arrivo
dei Fenici, spinti sopratutto dalla ricerca del rame e dell'argento.
In questo periodo nascevano, nel golfo di Cagliari, Nora, la più
antica città fenicia dell'isola, Tharros nel golfo di Oristano
e Karalis l'attuale Cagliari.
Il mare davanti a Villasimius era un passaggio obbligato nei collegamenti
a queste città ed offriva un sicuro riparo dai venti dominanti,
il maestrale e lo scirocco, alle navi che praticavano i loro commerci.
Nacquero così i primi agglomerati: il più importante
era sicuramente quello di Cuccureddus sulla spiaggia di Campus
che offriva un approdo
sicuro e riparato nella foce del Rio Foxi, allora assai più
ampio e navigabile che permetteva di arrivare verso l'entroterra
fertile e pianeggiante. In cima alla collina omonima sorgeva un
santuario adibito alla prostituzione sacra. Un altro insediamento
era quello di Notteri, sicuramente un ampio e riparato porto naturale,
ora diviso dal mare da una striscia di spiaggia di sabbia bianchissima,
frutto del lavoro della natura.
Lungo il Mediterraneo numerosi popoli desideravano commerciare
ed occupare nuove zone, e così, intorno al 520 a. C. Cartagine
dopo varie battaglie riesce a conquistare gran parte dell' isola.
In questo periodo la Sardegna e il territorio di Villasimius sono
sotto il dominio Punico che dura fino al 238 a. C. periodo in
cui passa sotto il dominio Romano. L' insediamento iniziale risultava
sparso e decentrato, mentre in periodo successivo e cioè
con l'avvento dell'impero, ci fu una presenza più stabile
e capillare. Tra le poche testimonianze ricordiamo quelle vicino
alla chiesetta di Santa Maria, un piccolo complesso termale che
ha portato alla luce una statua di marmo conservata nella parrocchia
di Villasimius ed alcune monete ed altri vari reperti conservati
nel Museo Archeologico di Villasimius, che comprende un percorso
con quattro sale articolate in: sala del Mare, sala del Santuario,
quella del Territorio e quella dei Relitti.
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