| La storia.
Villasimius dal Medioevo ad oggi.
Nella seconda metà del Medioevo, sotto il dominio Spagnolo,
Carbonara era un florido villaggio, che viveva di agricoltura
e pastorizia, ma principalmente i suoi abitanti si dedicavano
allo sfruttamento delle foreste, per produzione di carbone di
legno (da qui il nome di Carbonara). Nei boschi la popolazione
poteva usufruire e cibarsi di tanta selvaggina, nel mare pescavano
pesci e crostacei, ma solo vicino alla
costa per il pericolo di incontrare pericolosi pirati.
E' in questo periodo che sorge il sistema difensivo di torri costiere,
che Filippo II re di Spagna fece realizzare, allo scopo di avvistare
il nemico e difendere i villaggi dalle scorrerie degli Arabi prima
e dei Barbareschi poi, provenienti dal nord africa. Furono erette
sui promontori e sulle isole che rappresentavano punti strategici,
in posizione tale da garantire la comunicazione visiva con quella
precedente e quella successiva.
Le torri spagnole sparse lungo tutta la costa, erano quelle delle
isole dei Cavoli e di Serpentara, strategicamente le più
importanti, le altre erano quelle di Capo Boi, Fortezza Vecchia
(composta da più torri), Porto Giunco, Guardia di Columbaria
e di Cala Pira attualmente nel Comune di Castiadas.
Fu proprio a causa delle frequenti incursioni dei corsari, che
gli abitanti di Carbonara furono costretti a emigrare verso l'interno,
lasciando così, il territorio disabitato.
Ripopolato nei primi dell' Ottocento, Carbonara contava pochissime
famiglie di agricoltori e pastori provenienti da diverse zone
dell' Isola.
Ma è dal 1820 che risalgono le recenti origini del paese,
allorquando il marchese di Quirra, ultimo feudatario succeduto
ai Carroz, diede incarico al cavaliere Antonio Incani di eseguire
dei sopraluoghi e dei rilievi della zona. Incantato dalla straordinaria
bellezza del paesaggio, e dalle possibilità dei fertili
territori, il generale Incani riesce ad ottenerli in concessione
e da quel momento si adopera per far nascere quello che oggi è
il centro abitato. A sue spese fa costruire una piccola chiesa
e attorno all'edificio di sua proprietà (ancora esistente
nella piazza omonima), trasforma le poche capanne esistenti in
casette con coperture in tegole a coppi.
Inizialmente il paese, grazie all'arrivo di personedai paesi vicini
aCagliari, perlopiù pastori edagricoltori, crebbe velocemente,
tanto che, dopo appena una decina di anni il paese contava già
più di 500abitanti. Intanto nel 1862 gli abitanti di Carbonara
decisero di cambiare il nome del loro paese in Villasimius, non
si conoscono però esattamente i motivi di questa scelta.
Intanto, il problema più grande era rappresentato dalle
comunicazioni con il capoluogo, che avvenivano esclusivamente
via mare e attraverso una mulattiera che dopo sette/otto ore di
cavallo lungo la costa e con il rischio di precipitare in uno
dei tanti strapiombi, giungeva a Cagliari. Le comunicazioni commerciali
approdavano nel porticciolo di Torre Vecchia, ma spesso a causa
del mare mosso o il brutto tempo, diventavano difficili, lasciando
gli abitanti senza viveri per diversi giorni.
Durante gli anni dal 1926 al1940 fu realizzata la prima strada
e solo negli anni '50 ebbe l'attuale andamento. Da allora in poi
vengono collegati i principali servizi quali l'energia elettrica
e la telefonia. Nel '60 viene terminato l'edificio scolastico,
prima di tale periodo le lezioni avvenivano in
case private o all'interno del Municipio.
L'economia di Villasimius si basava sull'agricoltura e l'allevamento.
I contadini coltivavano la vite il grano e soprattutto il mandorlo;
l' estrazione e la lavorazione del granito aveva un ruolo molto
importante nella vita economica e sociale del paese. Resta ancora
oggi nel territorio il segno di quel periodo. Nella Cava Usai
ci sono ancora i resti della cavae del fabbricato principale.
La pesca non è mai stata l'attività principale dei
Villasimiesi, tuttora viene praticata da poche famiglie; mentre,
sempre più cittadini, si dedicano per hobby alla pesca
sportiva, escursioni in mare e alla nautica, basati sempre sul
rispetto della natura. Dagli anni '60 in poi, grazie ad un territorio
fantastico e ad un turismo sempre più in cresciuta, Villasimius
è stato consacrato uno dei centri e dei posti più
belli della Sardegna
.. e non solo!
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