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Vini locali
La Sardegna è arrivata alla viticoltura forse più
tardi di altre Regioni d'Italia, ma ha subito dimostrato una vocazione
straordinaria per la produzione di vini Doc, non a caso nel 500
l'isola veniva soprannominata "Insula vini".
Alcuni ritrovamenti e fonti storiche testimoniano la presenza
della vite e la produzione del vino in Sardegna fin dall'epoca
nuragica. I secoli successivi vedono i Cartaginesi prima e i Romani
dopo esercitare un controllo sulla coltivazione e l'esportazione
dei prodotti vitivinicoli per giungere, in epoca Medioevale, alla
nascita di leggi specifiche che disciplinavano la cura delle vigne
e il commercio del vino.
Nella seconda metà dell'Ottocento le infestazioni parassitarie
distruggono quasi totalmente i vigneti sardi, che riprenderanno
vita agli inizi del Novecento, grazie all'azione delle Cattedre
Ambulanti di Agricoltura e del Consorzio Antifillosserico che
divulgano la tecnica dell'innesto su ceppi di vite americana (vitis
vinifera).
Dopo tanti secoli di dominazioni, da parte di vari popoli di diversa
cultura, la Sardegna è riuscita ad proporsi sul mercato
sia italiano che estero con vini di alta qualità e soprattutto
tenendo integra sia la qualità che la lavorazione dei suoi
vigneti.
Tra i vigneti più antichi ricordiamo il Nuragus e la Vernaccia,
sicuramente sbarcati in Sardegna da popoli provenienti dalla Grecia,
nord Africa e dai Fenici, civiltà storiche che si muovevano
portando con se sementi e piante, diffondendo così la qualità
e il modo di coltivarle.
Ogni vitigno ha avuto un origine ed una storia diversa, di origine
romana il Nasco e il Moscato, bizantina la Monica con la Malvasia,
mentre ai catalani e agli aragonesi si devono i vitigni spagnoli
quali: Torbato, Cannonau e Girò.
Il famoso Vermentino invece sarebbe approdato nell'Isola dalla
vicina Corsica nel XVIII secolo, mentre gli ultimi vitigni quali
il Sangiovese, Cabernet e Chardonnay sono arrivati nel 900.
Oggi dei vini Sardi si parla in tutto il mondo, forse perché
all'interno delle piccole cooperative, cantine sociali e aziende
private si è posti un solo obbiettivo, la qualità
del prodotto, quindi il concetto di tutti gli agricoltori locali
è stato quello di produrre con giudizio dei grandi vini,
piuttosto che lasciarsi tentare dalle lusinghe delle quantità
e qualità anonime.
Chi percorrerà le strade che conducono alle cantine sarde,
sappia che qua si producono tantissime varietà di vini,
perché in Sardegna anche il vino, come del resto l'ambiente,
gli uomini, gli animali rappresentano un mondo a sé stante,
non a caso anche quando sono stati importati dei vitigni, l'isola
li ha subito plasmati con la propria terra, il vento, il sole
e il mare sino a renderli assolutamente sardi.
Diceva un vecchio detto legato all'enologia sarda "Solo chi
conosce bene i sardi, il loro modo di vivere, di pensare, di esprimersi,
solo chi avrà la pazienza di scoprire la loro Isola potrà
capire i loro vini".
Questo rappresenta lo specchio della Sardegna intera e dei suoi
abitanti, la stessa varietà dei paesaggi, dolci, aspri
e misteriosi, come il panorama dei vini, dal contenuto prezioso,
a tinte forti e delicate, come il carattere dei sardi, così
vario e mutevole da una zona all'altra, però sempre schietto
e sincero ovunque nell'Isola.
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